Il responsabile delle politiche della Banca Centrale Europea e della Bundesbank, Joachim Nagel, afferma come le pressioni sui prezzi nell'Eurozona potrebbero continuare per qualche tempo...
Il responsabile delle politiche della Banca Centrale Europea e della Bundesbank, Joachim Nagel, afferma come le pressioni sui prezzi nell’Eurozona potrebbero continuare per qualche tempo. Non è del tutto chiaro, sempre secondo l’esponente, se il tasso di inflazione raggiungerà l’obiettivo del 2% l’anno prossimo. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, dichiara invece che si intravedono alcuni segnali di ripresa economica nell’area euro, constatando inoltre che, se i dati in arrivo a giugno e luglio confermeranno quanto sperato dalla BCE, sarà opportuno rimuovere alcune misure restrittive imposte nel 2023.
Negli Stati Uniti, il Presidente della FED di Cleveland Mester conferma l’errore dell’Istituto americano nell’anticipare quanto potesse ancora crescere l’inflazione. Nonostante il mercato del lavoro e l’economia in sé restino forti, potrebbero però essere necessari tagli in caso di indebolimento. Salta invece all’orecchio l’affermazione del Governatore della FED Bowman, la quale dichiara invece l’inflazione crescerà lentamente e, con una certa possibilità, si potrà fermare.
La caduta dello yen giapponese ai minimi di 33 anni potrebbe costringere il governatore ad aumentare i tassi prima piuttosto che dopo, avvertono gli economisti. A soccorso dei giapponesi, potrebbero arrivare gli altri membri del G7, i quali, durante la riunione a Washington, concordano nella necessità di cambi maggiormente stabili, almeno per i Paesi membri.
L’indice dei prezzi al consumo del Regno Unito per il mese di marzo ha registrato un leggero aumento, indicando pressioni inflazionistiche in corso. Come reazione, i mercati hanno riadattato le loro aspettative sulle prossime decisioni della banca britannica e il taglio iniziale è ora previsto per settembre, con un ritardo rispetto alle precedenti previsioni di agosto. Inoltre, la probabilità di una seconda riduzione a dicembre è scesa al 60% rispetto a quanto previsto all’inizio della settimana.
14:30 – Indice di produzione della FED di Filadelfia
22:30 – Bilancio della FED
EURUSD: 1.0680
EURGBP: 0.8565
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Un gran paso adelante cuando HCFX se une a Marex
La moneda común volvió a coger fuerza ayer martes tras los datos de sentimiento económico de Alemania, que fue mejor de lo esperado.
El euro experimentaba ligeras perdidas durante la sesión asiáticapero mantenía la mayoría del terreno ganado al dólar durante la semana pasada.
La moneda común cerró la pasada semana confirmado su momento de fortaleza en su cruce particular frente al billete verde.
El par EURUSD comenzó la semana con gap bajista, el cual se rellena a primera hora de la mañana.
El Euro empezaba la jornada de hoy perdiendo parte del terreno ganado al billete verde durante el fin de semana, aun cotizando en niveles no vistos desde diciembre.
El par EURUSD amanece estable a la espera de los datos macroeconómicos de esta semana...
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