Tutto come previsto: la BCE lascia invariati i tassi, con quello principale al 4.25%...
Tutto come previsto: la BCE lascia invariati i tassi, con quello principale al 4.25%, e conferma che eventuali allentamenti monetari non sono pianificati e che l’approccio rimarrà data dependent. L’unica sorpresa probabilmente è rappresentata dalla parole relative alla crescita, ritenuta “tilted to the downside”, ponendo quindi un dubbio sulle prospettive di recupero dell’economia europea. Ciò non sgombra il campo da un ulteriore taglio a settembre (le possibilità sono “wide open”), ma qualora nelle nuove stime dello Staff venissero riviste al rialzo le numeriche dell’inflazione, probabilmente la Lagarde & Co potrebbero aspettare il mese successivo.
E’difficile calcare la mano sull’allentamento monetario fino a quando la FED non inizia a muoversi su tale fronte. In molti ritengono che dovrebbe intervenire già dal prossimo 31 luglio, ma il rischio di tagliare prima del previsto pare sia troppo alto per Powell. In una giornata scarna di dati, orecchie puntate alle eventuali dichiarazioni di membri della FED periferiche. Il NYT rilancia le dichiarazioni di una gola profonda vicina a Biden, che preferisce l’anonimato, secondo le quali il vecchio Joe sarebbe pronto a lasciare campo libero alla sua vice Kamala Harris, ritirandosi dalla corsa alle Presidenziali.
Nel Regno Unito le vendite al dettaglio di giugno scendono dell’1.2% su base mensile, pagando la sorpresa positiva del mese di maggio. Per la prossima lettura di luglio è previsto un rimbalzo.
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