giornata scarsa di dati macroeconomici dal Vecchio Continente: le Borse si sono tinte di verde, seguendo Asia e Wall Street nell’ottimismo su un accordo in arrivo per l’aumento del debito USA.
Negli USA sono stati pubblicati i dati sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, questi risultano essere inferiori alle aspettative, 242 mila vs 254 mila attesi. Nonostante questa notizia positiva, il mercato sembra essere sempre più dubbioso sulla fine del rialzo dei tassi della FED, con la probabilità che l’istituto centrale aumenti nuovamente i tassi dello 0,25%. Tuttavia, molti economisti ritengono che la probabilità che gli Stati Uniti entrino in recessione costringerà Powell & Co. a invertire rapidamente la rotta. Notando che si sta allargando il divario tra le aspettative del mercato per un taglio dei tassi e i commenti dei funzionari della FED, la banca d’affari JP Morgan ha scritto che “il mercato ha ragione ad aspettarsi tagli” e che “l’inflazione è troppo alta e ci vorrà una recessione per farla scendere”. Per quanto riguarda invece l’imminente rischio del tetto del debito, invece, teme un’altra ondata di tensioni sui mercati prima che la questione venga risolta, non escludendo una volatilità simile a quella del 2011.
Il Governatore della BoE Bailey ha affermato, durante una interrogazione della Treasury Select Committee, che difficilmente il bilancio della banca centrale tornerà ad un livello precrisi. L’interrogazione aveva come focus la vendita di obbligazioni dell’Istituto nell’ambito dell’allentamento quantitativo. Bailey ha poi dichiarato che è importante fornire un margine di manovra nel bilancio. L’interrogazione della Treasury Select Committee (TSC) ha poi interessato il vicegovernatore della Bank of England, il quale ha affermato secondo alcune analisi un ammontare pari a 100 miliardi di sterline di bond avrebbe potuto disturbare il mercato e che quindi si è preferito procedere con manovre da 80 miliardi.
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