La sterlina rimane sugli scudi, in questa fase di contrattazione...
Nell’Eurozona il sentiment degli investitori è aumentato a 13.1 da 3.6 di settembre, superando le aspettative. Questo miglioramento è parzialmente positivo per l’euro, sostenuto dalle speranze di tagli rapidi dei tassi della BCE. Tuttavia, la tendenza ribassista della Valuta Comune rimane evidente, nonostante la domanda sia sotto 1.0900 e la volatilità pre-meeting BCE, previsto domani, ai minimi dai tre anni (relativamente alla misurazione effettuata il giorno precedente alla riunione di politica monetaria): i traders si aspettano quindi un non evento.
Continua la retorica dei mercati sulla possibile pausa della FED nel prossimo meeting di novembre, che cadrà due giorni dopo il Super Martedì elettorale. Il Presidente della FED di Atlanta Bostic si professa sereno e concentrato sulla rapidità della normalizzazione monetaria, che dovrà stabilizzarsi tra il 3% ed il 3.5% nel lungo periodo. L’inflazione sta scendendo secondo quanto preventivato, mentre la resilienza sul mercato del lavoro è si positiva, ma non deve alimentare nuovi rialzi dei prezzi. La crescita statunitense sarà meno robusta di quanto attesa, ma segnerà un solido +2.6% nell’anno in corso e si attesterà al 2% nel 2025.
Inflazione sotto le attese, con il dato principale di nuovo sotto il 2% e la componente servizi sotto il 5% per la prima volta negli ultimi due anni. Gli analisti prevedono ora almeno 44 punti base di taglio nei prossimi due meeting, in salita dai 37 misurati prima dell’uscita dei dati. La sterlina rimane sugli scudi, in questa fase di contrattazione.
EURUSD: 1.0880
EURGBP: 0.8360
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