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L’Italia crescerà più del previsto

secondo le ultime previsioni di Banca d’Italia, sono state più che raddoppiate le stime di crescita per quest'anno, portandole oltre le previsioni del Governo, e sono state tagliate quelle sull'inflazione.

Nello specifico si prevede una crescita dell’1.3% per quest’anno rispetto allo 0.6% previsto e un tasso d’inflazione pari al 6.1% contro il 6.5% precedentemente atteso.

Il Consigliere BCE Holzmann ha sostenuto che è ancora troppo presto per dire se la BCE alzerà ancora i tassi dopo il meeting di luglio ma il livello dell’inflazione core sarà cruciale per prendere questa decisione.

Dal Belpaese, secondo gli ultimi report pubblicato da Istat, ad aprile le esportazioni italiane hanno registrato il primo calo da febbraio 2021, mentre l’import è risultato in contrazione per il secondo mese consecutivo.

Notizie pessime sullo stato di salute delle aziende inglesi e gallesi: secondo quanto si è appreso dai dati pubblicati dal governo inglese il mese scorso, il numero di insolvenze aziendali è aumentato del 40%, tenendo conto del dato annualizzato. Si è potuto notare anche un aumento sensibile del numero di liquidazioni coatte aziendali, le quali sono da imputare alle maggiori richieste da parte delle autorità fiscali e di recupero tasse non pagate. Ad aggiungere ulteriore pressione sul sistema economico inglese, l’inflazione alimentare risulta particolarmente ostica da piegare: infatti se per molti alimenti il prezzo è sceso, per altri è continuato a salie, come per olio e patate. Gli inglesi, quindi, devono ancora stringere la cinghia per riempire il proprio carrello.

 

Il Presidente della Federal Reserve di Richmond Thomas Barkin ha dichiarato che un rallentamento troppo repentino nell’aumento dei tassi, potrebbe portare ad un effetto negativo dovuto ad un costo troppo elevato per l’economia, come accadde negli anni ’70.

Lo stesso ha poi continuato dichiarando che se i dati dovessero confermare un rallentamento dell’inflazione, allora si starebbe raggiungendo l’obiettivo del 2% nel lungo periodo.

La speranza nel contenere l’inflazione rimane per Barkin un indebolimento deciso della domanda interna.

EURUSD: 1.0920

EURGBP: 0.8520

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