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Chi parte prima

L’istituto centrale europeo ha confermato che abbasserà la soglia di accesso per i prestiti alle banche centrali di Paesi extracomunitari in tempi di crisi...

Il Vicepresidente della BCE Luis de Guindos, in occasione di un evento in Spagna, ha definito l’inflazione e la crescita nell’Eurozona come esposti a un rischio al ribasso, facendo intendere che potrebbero esserci rischi molto più bassi di quanto previsto in precedenza. Poi ha chiaramente detto che le future decisioni saranno data driven. Secondo l’ultimo post di Peter Kazimir, membro BCE, la prossima mossa di Francoforte sarà un taglio dei tassi d’interesse, ma i banchieri centrali si sono astenuti dall’indicare la tempistica o i fattori chiave che potranno spingere ad intervenire.
L’istituto centrale europeo ha confermato che abbasserà la soglia di accesso per i prestiti alle banche centrali di Paesi extracomunitari in tempi di crisi: le modifiche dovrebbero rendere più facile per le economie più piccole al di fuori dei confini dell’Ue, come l’Ucraina, ricorrere ai prestiti dell’Eurotower in caso di tensioni finanziarie.

I mercati sono in fibrillazione per il rischio di invio di forze militari statunitensi nell’area del Mar Rosso, dopo che tre militari americani sono stati uccisi durante un attacco di droni a una base statunitense in Giordania. Sul fronte economico, alcuni elementi di mercato sono in arrivo anche prima della riunione della FED: attesi oggi i dati JOLTS sulle aperture di posti di lavoro di

dicembre e il Consumer Confidence rilasciato dalla Conference Board. In vista della riunione del FOMC di domani, con la comunicazione delle ultime decisioni di politica monetaria, segnaliamo anche, in ordine cronologico, ADP, Chicago PMI, PMI manifatturiero, NFPs.

La sterlina inglese è sotto pressione a causa della volatilità in vista degli annunci sui tassi di interesse da parte della BoE, previsti per giovedì, e dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente. Secondo gli operatori, Bailey & Co. manterranno i tassi d’interesse invariati al 5,25% per la quarta volta consecutiva, mentre l’inflazione di base nel Regno Unito più che raddoppia il tasso desiderato del 2%. La prima decisione sui tassi di interesse del 2024 si preannuncia impegnativa per i responsabili politici dell’istituto centrale londinese, poiché l’inflazione si è dimostrata più ostinata del previsto e una recessione tecnica è sempre più probabile. La spesa dei consumatori è stata duramente colpita dall’aggravarsi della crisi del costo della vita. L’inflazione sottostante è più alta rispetto al resto delle economie del G7: questo probabilmente consentirà ai responsabili monetari di fornire una guida da falco sulle prospettive dei tassi d’interesse.

Calendario Economico

11:00 – PIL UE

16:00 – Rapporto fiducia consumatori USA (Gen)

16:00 – JOLTs USA (Dic)

EURUSD: 1.0820

EURGBP: 0.8530

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